Tavola Rotonda “Sindacalizzazione delle Forze Armate”, presenti ex big militari e personalità politiche

Una tavola rotonda voluta dal SIM AM per favorire il confronto tra le parti in causa. Non a caso erano presenti ospiti di assoluto spessore: on. Paolo Russo, presidente del Comitato Legislazione del Parlamento, senatrice Giovanna Petrenga, generale Pasquale Preziosa, già capo dell’Aeronautica, generale Claudio Debertolis, già segretario generale della difesa, generale Domenico Rossi, già sottocapo dello stato maggiore dell’esercito, presidente Cocer Interforze e Sottosegretario di Stato alla Difesa, avvocato Giorgio Carta, esperto di diritto militare e Luca Malcotti, segretario federale UGL.
La tavola rotonda, moderata dal presidente del SIM AM, Sinibaldo Buono è stata coordinata dal capo ufficio stampa, Massimiliano D’Elia e dal capo ufficio relazioni esterne, Domenico Ferraiolo.
In serata abbiamo raggiunto telefonicamente il presidente Buono che a caldo, con palpabile entusiasmo ci ha detto: “Abbiamo riunito allo stesso tavolo personalità politiche e militari, ricavandone un contributo fondamentale per la svolta epocale intrapresa, la rivendicazione dei diritti dei “cittadini con le stellette. Abbiamo l’arduo compito che spetta al difensore in sede di arringa dopo la requisitoria del pubblico ministero: accendere una scintilla nel cuore del collegio, in questo caso per noi il Parlamento. Così come spetta al tribunale la decisione finale in un processo, così all’Aula spetta decidere le sorti dei nostri diritti in autonomia perché sovrana. Faremo di tutto per accendere quella scintilla nelle loro anime”.
Onorevole Paolo Russo, Presidente del Comitato di Legislazione del Parlamento
“Siamo al cospetto di una vicenda epocale, perché nuova sul piano sociale e della sensibilità istituzionale. E’ necessario dare una risposta concreta alla consulta e alla sentenza 120/2018. Allo stesso tempo dobbiamo garantire un modello concreto. Auspico una unità di intenti tra tutti i partiti per garantire una legge più condivisa possibile per il bene dei militari, che non vogliono rivoluzioni né sovvertire l’ordinamento dello Stato, questo credo sia chiaro a tutti ormai. L’attribuzione delle controversie sindacali al giudice amministrativo se fosse un tentativo surrettizio di esercitare una azione punitiva attraverso lo strumento e non attraverso la pena sarebbe intollerabile. Coinvolgerò i miei colleghi in Commissione Difesa per ottenere il miglior risultato possibile. Grazie per l’autorevole sollecitazione perché mi ha permesso di approfondire al meglio la problematica. Sarà nostro compito sollecitare una riflessione piena, che non va solo nell’aspetto finale. Siamo in ritardo, ma siamo anche in anticipo su ciò che dobbiamo fare domani. Siamo come si collocarono in Inghilterra nei primi anni dell’800 quando nacquero i sindacati e ci si pose il problema dei ruoli, dei modelli e delle forme di rappresentanza. E’ una forma distonica, siamo nella situazione di quel tempo ma con l’esperienza di oggi. Dobbiamo provare in Commissione Difesa non solo a suggerire qualche modifica emendativa, ma a cancellare ciò che è stato fatto”
Generale Pasquale Preziosa, intervenuto in diretta telefonica
“Ascoltare il cittadino con le stelle è un sacro dovere perché è portatore di messaggi. Se siamo arrivati a questo punto di svolta vuole dire che il vecchio non andava bene, vuol dire che il personale non veniva ascoltato e che quindi era necessario un cambiamento e questo cambiamento va nella direzione giusta. Con il vostro patrocinio e la vostra supervisione questa nuova realtà sarà preziosa per tutto il paese, per quello che potrà apportare alla specificità del personale militare, prima approvata e poi disattesa. Oggi è tempo di operare per il personale, grazie per quello che state facendo!”
Dottor Luca Malcotti, Segretario Confederale UGL
“La vita sindacale è fatta di quotidianità. Le agibilità devono essere reali, la norma sui trasferimenti per incompatibilità per esempio è inquietante. Fuori dal mondo militare c’è una regola inversa. Nei sindacati civili serve l’autorizzazione per trasferire un dirigente sindacale, capisco che nel mondo militare una norma analoga possa suscitare perplessità, ma prevedere la norma inversa mi sembra foriero di una serie di problematiche che finirebbero per incancrenire ogni rapporto”
Avvocato Giorgio Carta, esperto di diritto militare, legale del Sim Aeronautica
”Da giurista dico che questa deve essere una legge scritta bene da subito per evitare di avere uno strumento non idoneo per i prossimi decenni. L’autorizzazione al Sindacato da parte del datore di lavoro, così come la revoca è assurda. Uno dei pericoli che ritengo più gravi è la mancanza nella legge di una clausola di salvaguardia che gestisca il caso nel quale il sindacato non raggiunga il 5 per cento della forza effettiva. Immaginate un tavolo di contrattazione con le sedie vuote di Esercito, Marina, Carabinieri e via discorrendo. Sarebbe come prevedere il quorum del 99 per cento per il Parlamento in fase legislativa e condannarlo all’estinzione. La legge migliore già c’è, è quella della Polizia. Ritengo inconcepibile che le Forze Armate oggi debbano avere meno diritti di un poliziotto”.
Senatrice Giovanna Petrenga, intervenuta in diretta telefonica da Palazzo Madama
“Ho vissuto nel mio ambiente di lavoro nelle mie esperienze precedenti con il supporto dei Sindacati. Li ritengo fondamentali per far conoscere al datore di lavoro problematiche che possono sfuggire. E’ una novità che va vista in maniera positiva e che sarà un grande valore aggiunto. Ne sto parlando in Senato in questi giorni, anche oggi con il Sottosegretario Volpi. Rivolgo i miei personali complimenti al Tenente Colonnello Buono per il coraggio di intraprendere questa avventura”.
Generale Claudio De Bertolis, Presidente dell’Associazione Ufficiali Aeronautica Militare
“Inutile mettere regole che piuttosto di aiutare addirittura vanificano il progetto perché pongono dei paletti tali da portare a situazioni di stallo. Lo strumento sindacale è uno strumento fatto per il benessere del personale, per far si che nel quotidiano il personale debba sentirsi soddisfatto. In questo difficile compito ci devono essere regole il più perfette possibili. Come Presidente dell’Associazione Ufficiali Aeronautica c’è il desiderio che questo strumento venga creato nel miglior modo possibile”
Generale Domenico Rossi, Sottosegretario Difesa 2014 – 2018
“Lo strumento del Sindacato, se interpretato bene, non è solo uno strumento per rivendicare i diritti del personale, ma è anche lo strumento per rivendicare i diritti di chi comanda le Forze Armate. La scelta non randomica ma sistematica di un confronto, sarà quella che darà la sicurezza a chi Comanda di poter avere i fondi per rispondere alle esigenze del personale militare. Nessuno ha preferito mandare il personale militare su strade sicure in tenda mentre i poliziotti dormivano in albergo se avesse avuto i fondi. I sindacati delle forze armate devono avere la sicurezza di un confronto diretto, sistematico nel quale le problematiche possono essere rappresentate. Non basta il tavolo della contrattazione, bisogna sollevare i problemi e risolverli. Questo strumento deve diventare uno strumento del quale possano beneficiarne anche le forze di polizia nei loro rapporti col governo. La coesistenza dei Sindacati con i Cocer, anche temporanea? Impossibile, non può esserci”.

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